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Palazzolo Acreide
La città di Palazzolo Acreide: 3000 anni di storia tra Siculi, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni. Barocco e Liberty
La Casa-museo di Antonino Uccello
Sito informativo sull'etnoantropologo Antonino Uccello e visita virtuale della Casa-museo di Palazzolo Acreide (SR)

 

 

EVENTI:

CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE IL PROGRAMMA

 

 

Palazzolo Acreide (abitanti 9204, 670 m.s.l.m.) si trova in provincia di Siracusa, un luogo al centro di numerosi itinerari turistici della Sicilia Sud-orientale; quindi, a ragione, possiamo considerarlo come una base privilegiata per i turisti che intendono visitare le zone circostanti.

Il paese è a forma triangolare con accessi principali agli angoli.

Dista 45 km da Siracusa e fa parte del comprensorio degli Iblei.

 

 

CENNI STORICI

Necropoli siculaNel 664 a. C., sulla collina detta Acremonte, che separa le valli dell'Anapo e del Tellaro, i Siracusani fondarono Akrai. Molte sono le citazioni d'antichi storici e scrittori, che fanno riferimento al ruolo di Akrai in importanti avvenimenti della storia siciliana. Tale luogo prima ancora di essere apprezzato dai siracusani fu scelto dai Siculi che vi innalzarono un proprio villaggio intorno al XII sec.

    Numerose furono le dominazioni che si avvicendarono nel corso dei secoli: romana, bizantina, araba, normanna. Da qui le varie denominazioni date alla città: Akrai, Acre, Balansùl, Placeolum o Palatioli ed infine Palazzolo a cui, nel 1862, fu aggiunto il patronimico di Acreide.

 

VISITA ALLA CITTA'

Distrutta dal terremoto del 1693 rinacque la Palazzolo settecentesca. Nella Piazza del Popolo si innalza imponente la Chiesa di S. Sebastiano con la sua scenografica gradinata. L'interno è a tre navate, con pregevoli stucchi risalenti al 1783 e numerosi quadri tra cui quello di S. Margherita da Cortona, opera di Vito D'Anna.

     Di architettura settecentesca è il Palazzo Municipale sorto sul sito che fu del Monastero Benedettino.

     Sul vasto piazzale Marconi si trova la Villa Comunale, voluta e realizzata dai baroni Judica e Messina, e caratterizzata da quattro spaziosi lunghi viali e da secolari alberi ornamentali, di cui alcuni assai rari.

     La Chiesa del Convento è di costruzione recente, annesso alla chiesa è il Convento dei Padri Cappuccini.

     La Chiesa di S. Antonio Abate progettata inizialmente a tre navate a croce latina, non è mai stata completata. Il culto preminente è verso la Madonna Addolorata.

     La Chiesa di S. Paolo nasce sulla vecchia Chiesa di S. Sofia; la parte più pregevole è la facciata in stile Barocco. Si sviluppa in altezza in tre piani con pronao. Si venera S. Paolo Apostolo eletto nel 1688 Patrono di Palazzolo Acreide.

     La Chiesa di S. Nicolò è la Chiesa Madre, è a croce latina con cupola nel transetto, l'interno è a tre navate e la trabeazione del cornicione presenta una ricca decorazione barocca. La facciata, rifatta nel 1893, presenta qualche motivo architettonico classicheggiante.

     La Chiesa dell'Annunziata è la più antica di Palazzolo A. Ricostruita dopo il terremoto, ebbe un'impostazione più maestosa, a tre navate. Tre sono i capolavori d'indiscusso pregio artistico: l'altare di marmo intarsiato con marmi di diversi colori, rappresentanti l'allegoria della primavera; il portale della facciata risalente al '700 è di intonazione barocca e spagnoleggiante; il quadro dell'Annunciazione di Antonello da Messina, oggi esposto al Museo Bellomo di Siracusa.

     La Chiesa di S. Michele, semplice nel suo insieme, presenta all'interno colonne in stile corinzio. La facciata è movimentata da un portale centrale con colonne anch'esse corinzie.

     La Chiesa dell'Immacolata ad una navata, è semplice nella sua struttura. All'interno si può ammirare la pregevole statua della "Madonna col Bambino" di Francesco Laurana.

     La Casa-museo di Antonino Uccello si trova nei locali a pianterreno (dammusa) di un antico palazzo baronale in Via Machiavelli, risalente al '700. La grande dedizione e passione per le tradizioni popolari di A. Uccello ci ha lasciato testimonianze etno-antropologiche di notevole interesse.

CLICCA QUI PER APPROFONDIRE LA VISITA DELLA CITTA'
oppure
PER VISITARE LA CASA-MUSEO DI A. UCCELLO

 

AREE ARCHEOLOGICHE

All'interno del parco archeologico, dominante la valle dell'Anapo si trova il Teatro Greco. La sua scoperta si deve al barone Gabriele Judica, nel 1824. Uomo di cultura, amante dell'antico, studiò e salvaguardò i beni archeologici per le generazioni future. La sua costruzione si fa risalire intorno al II sec. a.C. durante il regno di Ierone II. Una stretta galleria dà la possibilità di collegare la cava del teatro al Bouleuterion. Questo edificio di modeste dimensioni era un luogo di raduno per le assemblee del senato acrense. A ridosso del teatro si trovano i resti del Tempio di Afrodite. A Sud-Est le latomie dette dell'Intagliata e dell'Intagliatella, usate inizialmente come cave di pietra per la costruzione dell'antica Akrai, in seguito divennero luoghi di sepoltura. Sul pendio della città antica sorgono altre latomie conosciute come Templi ferali, luoghi di venerazione. Ai piedi del colle una serie di bassorilievi scolpiti nel calcare documenta il culto degli acrensi nei confronti della dea Cibele o Magna Mater, riconoscibile per il timpano, il Modio e i leoni. I rilievi risalenti alla metà del III sec. a.C. scoperti anch'essi dal barone Judica (nel 1809)), sono 12 e nel gergo locale vengono denominati "Santoni". Scolpiti su una parete che si estende per circa 30 metri, sono di fattura rozza ma testimoni di valore storico e religioso. La necropoli della pineta occupa la sommità pianeggiante di detta contrada, ed è visibile dalla strada panoramica.

 

AREE NATURALISTICHE

Valle dell'Anapo - PantalicaIncastonate fra i monti iblei si inseriscono la Valle dell'Anapo e Pantalica, oasi naturalistiche di rara bellezza.

La Valle dell'Anapo, attraversata dall'omonimo fiume, costituisce una delle più elevate sintesi dei valori ambientali, paesaggistici, archeologici e culturali. In quest'area, dove è ricchissima e variegata la flora e la fauna, sorge Pantalica (dall'arabo buntarigah = grotta), la più grande necropoli del Mediterraneo con le sue 5.000 tombe a grotticelle artificiali, sede, per alcuni studiosi, dell'antica Hybla dei siculi. La scoperta di tale area è dovuta all'appassionato lavoro di ricerca svolto da Paolo Orsi e successivamente da Bernabò Brea, due tra i più insigni maestri dell'archeologia mondiale. Per il suo posizionamento, la veduta della necropoli, delimitata dalle due grandi cave lungo le quali scorrono i fiumi Anapo e Calcinara, risulta di estrema suggestione. Di particolare rilievo è l'Anaktoron (=palazzo del principe) risalente al XII sec. a.C.. La città, dopo la dominazione greca e romana, ebbe nuova vitalità in epoca bizantina. Il successivo avvento arabo segnerà la fine di Pantalica.

Due ulteriori vicine aree naturalistiche di grande pregio sono la riserva di Vendicari, vicino Noto, e Cava Grande di Cassibile, vicino Avola, quest'ultima con i suoi suggestivi laghetti naturali.

 

COME SI ARRIVA

 

In auto:

Da Siracusa percorrendo la SS.114 "Mare Monti"

In pullman:

Dal terminal di Siracusa con le autolinee AST
Tel. centralino 0931-462711
Tel. informazioni 0931-464820

Aeroporto più vicino:

Catania

 
Il riconoscimento da parte dell'Unesco e la conseguente inclusione tra le "Città Barocche del Val di Noto": Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Scicli.
 

 
Una zona archeologica tra le più antiche nel panorama italiano, il cui tessuto urbano si è mantenuto discretamente integro e in cui si possono osservare le varie stratificazioni storiche: le necropoli sicule risalenti al XII sec. a. C., le rovine della polis greca e le successive ricostruzioni ad opera di romani e bizantini.
 

 
Un museo etnoantropologico, la "Casa-museo" fondata da Antonino Uccello, tra i più antichi d'Italia e conosciuto in tutto il mondo.
 

 
Le sculture rupestri denominate "Santoni", il più completo e vasto complesso figurativo relativo al culto della Magna Mater.
 

 
I resti del castello normanno e la circostante struttura urbanistica medioevale.
 

 
Un centro storico di grande valore architettonico, fortemente caratterizzato da un'architettura Barocca, frutto della ricostruzione post-terremoto del 1693 e, successivamente,  dalla stagione del Liberty.
 

 
Le manifestazioni religiose come la festa di S. Paolo e di S. Sebastiano, conosciute in tutta la Sicilia.
 

 
Il Festival internazionale del Teatro Classico dei Giovani, che richiama ogni anno studenti provenienti da ogni parte d'Europa.
 

 
Altre manifestazioni come le varie mostre proposte alla Casa-museo, la Mostra mico-naturalistica akrense, la Rassegna agroalimentare dei prodotti e piatti tipici palazzolesi, la mostra natalizia "I presepi, arte e tradizione".
 

 
Un carnevale tra i più antichi di Sicilia, con sfilate di carri allegorici, gruppi in maschera, sagra della salsiccia, veglioni.
 

 
Un paesaggio estremamente vario, in cui dominano le cave iblee, con la Riserva Naturale Orientata di Cava Grande e la Riserva Naturale Valle dell'Anapo-Pantalica.
 

 
La presenza, nel raggio di pochi chilometri, di importanti siti archeologici e storici come Noto Antica, Kasmenai, Avola Antica, Castelluccio, Pantalica, le varie chiesette rupestri bizantine con affreschi sparse nel territorio, ecc.
 

 
Un mulino ad acqua funzionante con annesso Museo della macina, presente nel territorio comunale, gestito dall'Associazione per la conservazione della cultura popolare degli Iblei.
 

 

     
     
     
     

Realizzato da:
Andrea Latina

 

 

 
 

 

 
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